Capitolo I


Apro gli occhi e, dopo qualche secondo in cui resto ad osservare lo spazio di fronte a me, scendo dal masso ed esco da sotto la cascata, scuotendo un po’ la testa per liberarmi dalle gocce in eccesso.
Finalmente ce l’ho fatta.
Raggiungo la mia tunica e, dopo averla infilata nelle braccia, torno al mio villaggio, allacciandola durante il tragitto.
Non arrivo nemmeno a destinazione, incontrando poco distante da esso esattamente le persone che cercavo che, come mi vedono, richiamano a sè i loro beyblade, guardandomi con un misto di preoccupazione e speranza che spesso ho rivisto nei loro occhi, specie in quest’ultimo periodo.
“Rei..” mormora Mao, senza aggiungere niente, cosa che invece fa il fratello:
“Stai bene?” annuisco, rispondendo anche a parole:
“Sì.” ora credo di sì.
“Per fortuna!” esclama Kiki, saltando, intanto che noto anche gli altri rilassarsi “… Se ci sarai anche tu, la qualificazione ai mondiali è assicurata!”
“Infatti.” concorda Gao, sorridendo ampiamente insieme al resto della squadra.
“Siamo felici di riaverti fra noi, Rei.” mormora Mao.
Piego un poco le labbra verso l’alto, ringraziandola, sebbene mi trovi costretto a tornare serio ed a smorzare immediatamente il loro entusiasmo, informandoli:
“Non parteciperò al torneo di qualificazione dei mondiali.” come mi aspettavo, il gelo torna a regnare e chi ha la forza di chiedermi qualcosa è Lai:
“C-cosa intendi?” semplice.
Lo guardo, replicando:
“Esattamente quello che ho detto.” poi faccio vagare lo sguardo sulla mia squadra, spiegando loro:
“Non parteciperemo a questi mondiali così come non parteciperemo ai prossimi, se necessario.” ne restano stupiti ma io non mi fermo, proseguendo:
“I White Tigers sono abbastanza forti da diventare i campioni del mondo, ne hanno le capacità. Lo so, ne sono certo!” noto subito l’ammirazione che si impossessa dei loro occhi, facendomi chiaramente intuire che, ancora una volta, si fidano ciecamente di me e che credono alle mie parole “… Quindi ci alleneremo, diventeremo più forti, imbattibili.” stringo una mano a pugno, concludendo con tutta la determinazione di cui dispongo:
“E non usciremo dai prossimi mondiali a cui parteciperemo se non come campioni.” e così non ci saranno dubbi su chi è il più forte: io.
Dimostrerò a Kai ed a tutti gli altri che non esistono solo lui e Takao. Che anch’io e la mia squadra siamo dei veri blader e che non tutto gira intorno alla squadra russa ed a quella giapponese!
“Rei..” sussurra Lai, veramente colpito dal mio discorso “… Sul serio.. Tu..?” annuisco, domandando:
“Siete d’accordo?”
“Se.. Siamo d’accordo?” mi fa eco Mao, alla quale faccio un cenno affermativo. Subito li ho tutti intorno, Mao in particolare ad abbracciarmi e Lai al mio fianco mentre esclamano:
“E ce lo domandi?!”
“Certo che siamo d’accordo!” sorrido e, scansando dolcemente la ragazza dal mio collo, li ringrazio.
“Non devi ringraziarci!” ribatte il fratello, mettendomi una mano sulla spalla “… Sei il nostro capitano e noi ci fidiamo di te.” annuisco.
Ed io non li deluderò.
Non di nuovo.
Alzo gli occhi al cielo, vedendo un aereo lasciare la sua scia.
La prossima volta…
La prossima volta non saremo secondi a nessuno.
Torno a guardare di fronte a me e, incamminandomi nuovamente verso il villaggio, dichiaro:
“Andiamo dal Maestro.” così facciamo e, come siamo di fronte alla casa che ci interessa, do un colpo leggero ma deciso alla porta, aspettando il suo:
“Avanti!” per entrare, seguito dal resto della mia squadra.
Subito la sua attenzione cala su di me e, sorridendo ironicamente, commenta:
“Ma guarda guarda chi abbiamo qui. A quanto pare hai finito, era ora!”
“Maestro.” replico senza tanti giri di parole, avvicinandomi di qualche passo “… Siamo venuti qui a chiedervi di allenarci di nuovo.” in modo che non solo io possa battere Kai e Takao, ma che anche Lai, Mao, Kiki e Gao possano vincere contro gli altri.
“Allenarvi, eh?” mi fa eco, grattandosi il mento e mantenendo il sorriso “… Pensate di fare in tempo per i mondiali?” scuoto la testa, mettendo al corrente anche lui delle mie intenzioni e lasciandolo sorpreso per qualche secondo. Si alza dal cuscino sul quale era seduto e, dopo avermi raggiunto, mi scruta per diversi attimi, commentando:
“Non stai scherzando.”
“No.” confermo.
Non cambia espressione, limitandosi a fissarmi negli occhi fino a quando è Gao che si fa avanti, chiedendo:
“Allora? Ci allenerete?” si prende ancora qualche istante, prima di bisbigliare:
“Ma sì, proviamo.” 

Continua…

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