Capitolo III


Invece il tempo scorre ed io non ho segni che il rapporto tra di noi sia in qualche modo cambiato ma mi consolo con il fatto che, da quella sera, non abbiamo più affrontato l’argomento e, sebbene io non mi sia proposto ufficialmente, lui non mi ha ancora scaricato ufficialmente.
Quindi… Una speranza ancora permane.
O almeno così credevo, prima che, una settimana più tardi, Alby ci annuncia il trasferimento, trasferimento che potrebbe compromettere tutto quanto.
“Ci spostiamo?” ripeto, turbato.
Annuisce, ricordandomi:
“Siamo un campo nomade. Se ci fermassimo troppo a lungo nello stesso posto, i soldati della guardia reale ci troverebbero facilmente. Andremo ad est, verso le colline. Anche lì ci sono delle piccole città, troveremo sistemazione vicino ad una di quelle.”
“Alby.” ci riprovo, sperando di poter approfittare di questo cambiamento “… Voglio far parte anch’io della squadra che va in città.” mi studia in silenzio per un lungo momento, prima di chiedermi:
“Perchè ci tieni tanto?”
“Perchè voglio fare qualcosa di utile.” di veramente utile.
E visto che tutti i lavori che ho provato non fanno per me, questa è l’unica opzione che rimane.
Non voglio essere sempre quello a cui correre dietro.
E poi… Voglio sapere perchè mi trovavo lì.
Voglio sapere chi sono.
“Potresti essere utile anche qui.” prova a farmi notare ma, prima che possa controbattere l’esatto contrario, è una voce alle mie spalle a sostenere la mia proposta:
“Lascia che provi.” sorpreso, non posso fare a meno di voltarmi verso Minho, così come il capo del posto, che gli chiede conferma:
“Cosa?”
“Lascia che provi.” ripete quello “… Dopotutto, ieri se l’è cavata meglio, contro Gally. Fagli fare un tentativo così, se va male, forse si leverà dalla testa questa fissazione.” non sono proprio entusiasta delle parole utilizzate ma almeno gli sono grato di starmi dando una possibilità, al contrario del suo interlocutore che, non ancora convinto, si rivolge a Newt, coinvolgendo anche lui:
“Tu che pensi?” non mi sorprendo di scoprirmi agitato, in attesa della risposta che giunge dopo un momento di riflessione:
“Come dice Minho.” già, ti pareva “… Se riesce a tenere testa a Gally, forse ce la può fare anche in città. Fallo provare, se tanto vuole.”
“Non pensi che possa essere pericoloso?” la risposta smonta completamente ogni mio entusiasmo:
“Purchè non lo sia per Minho…”
“Non preoccuparti, Newt.” lo rassicura immediatamente il diretto interessato “… Baderò io al pivello.”
“Vedi di badare a te stesso, prima di tutto il resto.” lo rimbecca all’istante e, ora più che mai, mi sforzo di non farmi demoralizzare dall’ennesima ostentazione di quanto il moro sia importante per il biondo (come se ancora non l’avessi capito) “… È l’unica cosa che mi interessa.” infine la parola torna ad Alby, dettaglio per il quale riporto su di lui il mio sguardo, più intenzionato che mai a dimostrare il mio valore:
“D’accordo, facciamo così: stasera affronterai di nuovo Gally e, se vincerai, potrai provare. Se invece perdi, chiuderemo questa faccenda. Sei d’accordo?” annuisco convinto, affermando anche a parole:
“Sono d’accordo.” quindi dichiaro:
“Non perderò!” non questa volta!
Avverto Minho mettersi a ridere ma il discorso non prosegue oltre e noi siamo mandati a cominciare i primi preparativi per lo spostamento.
Tuttavia, vengo presto intercettato da Minho che, prendendomi in disparte, commenta:
“Sinceramente, non credo che tu abbia molte possibilità di resistere a Gally, per come sei adesso.”
“Devo comunque provare.”
“Non sto dicendo questo. Sto cercando di aiutarti.”
“E come?” mi fa cenno di seguirlo e, nel giro di poco, al riparo dagli occhi di tutti, mi ritrovo a dover affrontare lui che, più di una volta e con fin troppa facilità, mi fa volare a terra, senza che io riesca in qualche modo a tenergli testa.
Esattamente come con Gally.
Frustrato, accetto ugualmente il suo aiuto a rimettermi in piedi e, una volta di nuovo uno di fronte all’altro, invece di prendermi in giro come temevo che facesse o ributtarmi per terra, mi fa un elenco di tutte le cose che sbaglio e che dovrei fare e che non faccio, cercando di farmi fare leva su quello per riuscire in qualche modo a migliorare, con risultati, a parere di entrambi, molto deludenti.
“Sembra che tu non voglia fare sul serio.”
“Ti sbagli!” ribatto, offeso.
“Non si direbbe. Non hai un po’ di orgoglio?”
“Certo che ne ho!” affermo.
“Perchè non lo dimostri?”
“Io ci provo ma…” mi interrompo, ritrovandomi a sospirare nel momento in cui mi accorgo che non ho una vera e propria spiegazione in merito.
“Che cosa ti blocca? Sembra quasi che non consideri nessuno come tuo rivale.”
“Non lo so.” confesso, rendendomi conto che le sue parole non sono poi così inverosimili e che potrebbe avere ragione.
Che sia collegato alla mia identità che non ricordo?
Ma, per non pensarci, provo a sviare il discorso:
“Qual è la tua storia?” sembra sorprendersi, domandando:
“Perchè lo chiedi?”
“Perchè sono curioso.” ammetto.
Ho capito fin da subito che non è originario di queste parti e poi voglio capire la natura del suo legame con Newt.
Riflette un momento, per poi accontentarmi:
“Mia madre è stata violentata da uno straniero. Quando sono nato, mi ha affidato a sua sorella, che sembrava non poter avere figli. Invece un paio di anni dopo ne ha avuto uno e non ci ha messo molto ad abbandonarmi nella periferia di una città.” non aggiunge altro ed io sono costretto ad insistere:
“E..?” scrolla le spalle, rispondendo:
“E niente. Sono sopravvissuto come potevo fino a quando ho incontrato Alby.” di nuovo, per lui sembra bastare ed io mi ritrovo sconcertato davanti alla sua tranquillità in merito, come se per lui fosse la storia di qualcun altro, che non lo riguarda affatto, mentre io la trovo terribile.
Sembra leggermi nel pensiero e, sorridendo, prova in qualche modo a consolarmi:
“È una storia molto simile a tante altre.”
“Anche a quella di Newt?” domando a bruciapelo, accorgendomi subito di come la sua espressione muti, facendosi grave.
“Non sono io a dovertene parlare.”
“Per favore!” insisto “… Lui di certo non mi dirà niente ed io voglio capire!” capire cosa fare o cosa dire per non sbagliare in continuazione con lui.
Credo che capisca anche questa parte e quello che mi sorprende di più è la sua risposta:
“Quello che stai facendo va bene così, anche se non sai.” eppure non intendo cedere il passo, portando lui ad arrendersi:
“E va bene, va bene. Io te lo dico ma tu… Fai come se non ti avessi detto niente. D’accordo?” annuisco, sedendomi per terra a gambe incrociate, dandogli veramente tutta la mia attenzione.
Fa altrettanto, di fronte a me e, dopo un lungo sospiro di incoraggiamento, mi mette a conoscenza:
“Sua madre era una prostituta. Quando è rimasta incinta ha fatto di tutto per interrompere la gravidanza, senza riuscirci. Così è rimasta per diversi mesi senza lavoro e, quando Newt è nato, ha sfogato su di lui la sua rabbia. Per farla breve, lo ha picchiato non so quante volte. Infine, quando è stato abbastanza grande lo ha venduto alla stessa casa di prostitute in cui lavorava lei.” spalanco gli occhi e lui, immediatamente, si affretta a precisare:
“Come sguattero! Cos’hai pensato? Non per quel genere di servizi, no di certo! Comunque le cose non sono cambiate e lei non ha smesso di trattarlo come lo trattava. Infine ha sedotto un riccone, portandoselo a letto più volte, tanto da convincerlo a prenderla con sè. Ma quando lui ha scoperto dell’esistenza di Newt e del vero lavoro di sua madre… Beh… Ha ucciso lei e ridotto in fin di vita lui gettandolo in un porcile. Alby ed io lo abbiamo trovato poco prima che i maiali uscissero per mangiare. Se avessimo tardato un momento di più…” lascia la frase in sospeso ma io capisco benissimo come si sarebbe conclusa.
Anche per questo, non riesco a trovare cosa replicare, dandogli la possibilità di aggiungere:
“Quando si è ripreso, era diffidente con tutti, persino con noi. Mi ci è voluto un anno affinchè si fidasse di me. Se scopre che ti ho raccontato questo, non me lo perdonerà mai quindi… Come stai facendo con lui va bene, non farti influenzare da quello che ti ho detto. D’accordo?”
“D’accordo.” asserisco, con un filo di voce, non avendo il coraggio di dirgli che non credo proprio che ci riuscirò.
O quantomeno la vedo proprio difficile.
Sembra però esserne soddisfatto e quindi si rialza, porgendomi una mano affinchè faccia altrettanto, provocandomi:
“Andiamo, pivello! Hai riposato anche troppo! Riprendiamo, o Gally te le suonerà di nuovo!” annuisco, ora più deciso che mai a non lasciarmi sconfiggere, riuscendo ad ottenere qualche piccolo miglioramento che, però, non sembra essere abbastanza.
Infatti, il suo verdetto non mi stupisce poi molto:
“Stai andando benino ma ancora non ci siamo. Ti manca la grinta! Per fortuna, so io come rimediare!” lo guardo confuso e curioso al tempo stesso e lui, assumendo un’aria di mistero, mi chiede:
“Sai perchè Gally ti detesta tanto?” che domande…
“Perchè pensa che sia un buono a nulla.” si mette a ridere, ammettendo:
“Anche. Ma non solo.” si fa serio, rivelandomi:
“È per tutte le attenzioni che hai da Newt.” rimango interdetto, sebbene una parte non può che gongolare davanti a quest’immagine.
“Mi dà davvero così tante attenzioni?” mi ritrovo a chiedere, facendogli sospirare:
“Levati quella faccia da ebete e cerca di capire perchè la cosa non piace a Gally.” mi sforzo di fare quanto vuole e quando mi è chiara la risposta, così stupidamente semplice, non posso fare a meno di farmi serio anch’io.
“Vuoi dire che lui… Di Newt..?” annuisce, riassumendo:
“Quindi il suo suonartele è per farsi bello agli occhi di qualcun altro.” lancia una veloce occhiata alle mie spalle, per poi aggiungere rapidamente:
“Ma io non ti ho detto niente!” infine sorride ed io capisco che per lui la discussione è terminata, principalmente a causa dell’arrivo del soggetto delle sue affermazioni che, incrociando le braccia al petto, ci riprende:
“Insomma, ne avete ancora per molto?” mi volto sorpreso verso il nuovo arrivato, verso cui provo a giustificarmi:
“Mi stava dando qualche dritta.”
“Avanti.” mi esorta “… Alby ti sta aspettando.” annuisco ma, prima di seguirlo, mi scambio ancora uno sguardo con Minho che, con un cenno di assenso della testa, mi fa capire di ricordarmi delle sue parole.
Eppure, tutta questa sua premura mi fa provare una sorta di frustrazione, facendomi chiedere se nemmeno lui mi considera un rivale ma, quando mi ritrovo a dover fronteggiare il mio avversario principale, mi costringo a mettere da parte questi pensieri.
Una cosa per volta: prima vediamo di mettere in chiaro che non sono secondo a Gally!
Insomma, se devo essere rifiutato, che sia almeno solo per Minho!
Quindi mi sforzo, ora più che mai, di fare appello ai consigli di quest’ultimo e, nonostante ne esca con un taglio sullo zigomo a causa di un pugno ben assestato che non sono riuscito ad evitare, ottengo quella che a tutti gli effetti è un’indubbia vittoria, che mi fa ottenere il permesso di aggiungermi al gruppo di spedizione in città, prima di finire sotto le cure del biondo che, medicandomi la ferita al volto, non cela un sospiro amareggiato, informandosi:
“Ne valeva davvero la pena?” a giudicare da come la sua mano picchietta dolcemente sulla lesione per non farmi male?
“Sì.” fortunatamente fraintende la mia risposta ed io ne approfitto per spiegargli:
“Voglio scoprire chi sono e l’unico modo che sento di avere è andare in città.” non voglio credere che non ci sia nemmeno un indizio su chi sono o sul motivo per cui mi trovavo là!
“È davvero così importante, per te?”
“Per te no?” mi guarda negli occhi un attimo, prima di tornare a medicarmi e replicare:
“No.” avverto il cuore mancare un battito “… Ma se lo è per te, allora va bene così.” avverto l’istinto di farmi avanti ma il mio slancio viene anticipato dall’arrivo di Minho che, soddisfatto, si informa:
“Come andiamo?”
“Non c’è male.” lo informa il biondo “… Non è una ferita particolarmente profonda, guarirà nel giro di poco. Oggi se l’è cavata bene, direi che l’allenamento con te ha dato i suoi frutti.” il nuovo arrivato si mette a ridere, ribattendo:
“Non è come credi! Semplicemente il pivello è un credulone!” un credulone?
Mi basta guardarlo per capire a cosa si riferisce e questo mi porta ad esclamare:
“Non era vero niente?” l’interesse di Gally per Newt..? Niente di niente?!
“Affatto.” conferma canzonatorio, con un sorrisetto divertito, facendomi sentire un idiota “… Ma vedo che comunque è servito al suo scopo. Da domani sei dei nostri!” non riesco a controbattere, completamente basito e l’espressione perfettamente tranquilla di Newt, come se lui fosse abituato a questo atteggiamento, peggiora solo il mio stato d’animo.
Tuttavia non dice nulla, se non informandomi di quando ha finito, augurandomi poi la buonanotte e andandosene, seguito qualche minuto più tardi anche da Minho, che fa altrettanto.
Rimasto solo, mi lascio andare ad un sospiro pesante, cercando di accantonare la mia sensazione di disagio e preferendo concentrarmi su quel che sarà.
Perchè da domani… Le cose cambieranno.
Riuscirò a far sì che Newt si accorga di me e nel frattempo..! Cercherò di capire chi sono.
Chi sono per davvero!

 
Continua…

Di' la tua ma non chiederci la password! ^^

* Campo obbligatorio

Commenta *