Capitolo XVI


**Kai**
Osservo Dranzer fermo accanto al mio piede, non riuscendo a credere all’esito dell’incontro.
Sul serio Rei… Un attacco simile..?
Guardo il diretto interessato, rimanendo ancor più impressionato non tanto dalle sue condizioni – capelli sciolti e tunica parzialmente aperta a causa di un laccio che si è staccato – bensì dallo sguardo ruggente con il quale mi sta osservando.
Lo sguardo di chi vuole ancora vincere. Di chi non si è ancora arreso. Di chi già sta elaborando un piano nonostante le condizioni del suo bey.
“Un attimo di attenzione, signore e signori.” mi distrae il commentatore “… Abbiamo una comunicazione da parte degli organizzatori del torneo.” guardo chi sta parlando che, supportato dal replay della fine dell’incontro, ritrasmesso a rallentatore sui maxi schermi, spiega come il mio beyblade sia stato il primo, seppur per un istante, a toccare terra per primo e come quello di Rei sia comunque riuscito a compiere poche rotazioni prima di disfarsi, risultando di conseguenza ancora in gioco.
“Per questo motivo…” prosegue lo speaker “… Hanno deciso di assegnare la vittoria a Rei, dei White Tigers.” quindi… Ho perso?
Guardo il vincitore, forse più sorpreso di me ma, prima che i nostri sguardi possano incrociarsi, viene circondato dalla sua squadra per le dovute esultanze.
Sorrido, recuperando sciarpa e beyblade.
Veramente ben fatto, Rei.

 

**Rei**
“Sei stato grande, Rei!” esclama Mao, raggiungendomi insieme ai nostri compagni di squadra “… Ce l’hai fatta!” io… Ce l’ho fatta… Ce l’ho fatta sul serio…
Ho battuto sia Takao che soprattutto…
Sento l’adrenalina crollare e le gambe cedermi, venendo prontamente sorretto da Lai che, prendendomi in giro, commenta:
“Eheh, questa volta ero pronto.” gli sorrido “… Questa volta ti farai aiutare, vero?” annuisco e, mentre la sorella va a recuperare Driger, lascio che Gao si passi un mio braccio intorno alle spalle, aiutandomi a tornare in panchina. Mi lascio ricadere contro la struttura alle mie spalle, incrociando a fatica le gambe e, come Mao mi porge i pezzi del mio beyblade, li prendo, lasciandoli nell’incavo delle mie gambe fatta accezione del mio bit che tengo in mano, guardando la sua effige.
“Ci hai fatto preoccupare a morte, quando hai usato quel colpo!” mi riprende sempre la futura mamma.
“Era l’unico modo che avevo.” sussurro, sorridendo al ricordo di come, anche questa volta, si sia sacrificata per starmi accanto e permettermi di vincere.
Stringo la mano a pugno, portandola alle labbra per sussurrarle intimamente il mio più sincero e sentito grazie, prima di dare la mia attenzione a chi disputerà il prossimo incontro e, raccogliendo le forze, tendo il pugno verso di lui, ricordandogli, mantenendo il sorriso:
“Mi affido a te.” so che vincerà.
Sorride a sua volta, portando un pugno contro il mio, replicando:
“Lascia fare a me.”
“Buona fortuna, Lai!” afferma la sorella “… Contiamo su di te!”
“Vinci!” termina Gao, facendolo annuire.
Il commentatore invita i prossimi contendenti ad avvicinarsi e, mentre l’attenzione di tutti si sposta su quanto accadrà sulla pedana, io non posso evitare di cercare Kai con lo sguardo, sentendo un sussulto al cuore nell’incrociare i suoi occhi.
Mi sta guardando… Veramente?
Distolgo lo sguardo con la scusa di portarlo su Lai, ora in posizione di lancio, prima di sbirciarlo nuovamente.
Sì, lo sta facendo ancora, non me lo sono immaginato!
Spero solo… Che continui a farlo.

 

**Kai**
“Mi sembri star bene per uno che ha perso.” commenta Yuri, incrociando le braccia al petto ed accavallando le gambe.
E chi ha detto che ho perso?
Guardo Rei che, accorgendosi di ciò, distoglie immediatamente lo sguardo, strappandomi un sorriso che rimane nascosto dalla sciarpa.
“Boris perderà contro Lai.” prosegue il rosso, mantenendo la sua attenzione sul match che si sta disputando “… Ci hanno fregato, mettendo Gao per primo.”
“Hanno corso un rischio.” e sono riusciti a gestirlo.
Anche questa è tattica, dopotutto.
“Sbaglio o, comunque vadano le cose, tu sei soddisfatto così?” per questa volta, sì.
Rei si è dimostrato il blader che ho sempre saputo essere e, cosa più importante, ho ottenuto il mio scopo.
Evito di guardare l’oggetto dei miei pensieri ben sapendo che, se mai dovessi farlo, fingerà di nuovo di guardare altrove.
“Sei impossibile.” sbuffa ancora.
“Non farla tanto lunga.” ribatto “… Vinceremo la prossima volta.” ci alleneremo ed avremo la nostra rivincita.
“Tks.” aspettiamo che l’incontro volga al termine e, come da noi preventivato, Boris perde, aggiudicando quindi la vittoria ed il relativo titolo ai White Tigers.
“Mi dispiace.” mormora il nostro ultimo giocatore, senza nascondere la propria rabbia e la propria frustrazione “… Io…”
“Non c’è nulla di cui dispiacersi.” lo interrompo, alzandomi “… Vinceremo la prossima volta. Per questa, è andata così.” ne resta sbigottito ma, sebbene mi avvii verso l’uscita, ciò non gli impedisce di chiedere al capitano:
“Sta bene?” lo ignoro, preferendo riportare la mia attenzione su Rei, ora con in mano la coppa del mondiale e circondato da tutti quelli che sono andati da lui a festeggiare.
Attendo che mi guardi e, come questo accade, mantengo il contatto visivo, non perdendomi così il sorriso dolce che mi rivolge.
Sorrido a mia volta, riprendendo il cammino, ben sapendo di avere ancora quegl’occhi su di me.
Ma non è finita qui, Rei. Io non mi accontento.
La prossima volta che ci incontreremo, metteremo in chiaro anche un’altra questione ed allora… Ed allora il tuo sguardo non potrà fare a meno che essere solo per me.

 

**Rei**
Ringrazio tutti quelli che mi sono attorno e che si stanno complimentando con noi per la vittoria, sperando che questo li induca ad andarsene e, soprattutto, permetta a noi di tornarcene in albergo, cosa che ci viene concessa solo quando è Mao a prendere in mano la situazione e, dopo aver ringraziato tutti da parte della squadra intera, fa loro “gentilmente” notare che abbiamo disputato tre incontri super impegnativi e che quindi, ora, sarebbe il caso che ci lasciassero in pace e che ci permettessero di andare a riposare.
“Non sono mai stato così felice di averti con noi.” commento, riuscendo a conquistare l’autobus che ci porterà a destinazione.
“Qualcuno doveva pur dare una lezione a quegli sbruffoni.” ribatte e, con aria offesa, prosegue:
“Hai sentito cos’ha detto uno di loro?” quale dei tanti? “… Che non si aspettava una nostra vittoria! Dico, io, vi sembra possibile?” ci mettiamo a ridere, avendo capito ora il motivo per cui si sia scaldata tanto.
“Dobbiamo informare subito il Maestro Tao.” afferma Lai, seguito da Gao che fa notare:
“Se aspettiamo di essere tornati a dirglielo, l’avrà già scoperto in un altro modo.”
“Che ore sono, ora, al villaggio?”
“Non penso che l’orario sia rilevante.” mi intrometto, appoggiandomi con la testa al finestrino e guardando fuori “… Sapeva quando si sarebbe svolta la finale e sono certo che sta attendendo una nostra chiamata. State tranquilli.” annuiscono, dandomi ragione, ragione che mi viene dimostrata quando, telefonando al villaggio, è lui a rispondere, dopo neppure due squilli.
“Abbiamo vinto!” esclamiamo in coro.
“Sono molto orgoglioso di voi, ragazzi.” ci risponde “… Tutto il villaggio lo è. Avete combattuto bene.”
“Come?” gli fa eco Mao “… Tutto il villaggio?”
“Abbiamo seguito la sfida in tv.” in… Tv?
“E come avete fatto?!” si mette a ridere, replicando:
“Per una volta, ci siamo attrezzati! Non potevamo certo perderci un evento simile!” ci scambiamo un’occhiata, tutti colpiti da questo gesto.
“Quindi sapevate già tutto, eh, Maestro?” chiede conferma Lai, lasciandosi andare a sua volta ad una leggera risata divertita.
“Ogni cosa.” ci conferma “… Anche di Mao. A proposito, congratulazioni.”
“Che?!” esclama la diretta interessata “… Come fate a saperlo?!” scoppia nuovamente a ridere, informandola:
“Tuo marito è andato a sbandierarlo a tutti non appena gliel’hai detto!”
“Ugh…” si lascia sfuggire sottovoce, arrossendo “… Che imbarazzo…”
“Riposatevi adesso, ragazzi.” pone fine a tutto il nostro mentore “… Sarete stanchi e domani vi aspetta un altro lungo viaggio. Noi tutti vi stiamo aspettiamo.”
“Sì.” rispondiamo in coro per poi porre fine alla comunicazione.
Facciamo quanto prefissato e, il giorno dopo, ci ricongiungiamo in aeroporto con Kiki per prendere insieme il volo di ritorno. Una volta bordo, guardo il paesaggio fuori dal finestrino iniziare a muoversi e scorrere via via sempre più veloce, fino a distanziarsi completamente mentre l’aereo prende quota, sentendomi stranamente felice.
E non solo per l’esito degli scontri.
Chiudo gli occhi, sistemandomi meglio sul sedile, senza riuscire a reprimere in alcun modo un sorriso.
Kai…
La prossima volta che ci incontreremo… Avrò ancora i tuoi occhi su di me?

 

**Fine?**

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