Capitolo XIII


**Rei**
Apro lentamente gli occhi, avendo bisogno di qualche istante per riuscire a mettere a fuoco i volti dei miei compagni di squadra chini su di me.
“Come ti senti, Rei?” mi chiede Mao, seguita dal fratello:
“Riesci a sederti?” e poi da Gao:
“Te la senti?”
“Io…” mormoro, cercando di tirarmi su “… Cosa..?”
“Sei svenuto come sei arrivato in corridoio.” mi spiega Lai, aiutandomi “… Se Gao non ti avesse preso in tempo, avresti rischiato di farti male seriamente.”
“Scusate.” mi guardo intorno, accorgendomi di essere negli spogliatoi.
“Abbiamo immaginato che non volessi essere portato in infermeria, per cui ti abbiamo portato qui.” prosegue la ragazza per poi porgermi Driger “… Ecco, tieni.”
“Tieni anche un dolce.” termina Gao “… Ti farà bene.”
“È stato un incontro incredibile.” riprende Lai, sedendosi al mio fianco.
“E la seconda semifinale?” domando, prendendo ciò che mi viene porto.
Kai? Ha vinto?
Beh, ovvio che ha vinto…
“Si sta disputando ora.” ora?!
“E perchè non siete a vederla?!” saranno i nostri avversari di domani!
“Come perchè?”
“Perchè eravamo preoccupati per te, no?” mi rimbecca Mao, riuscendo a strapparmi un sorriso.
“Scusate, ma ora sto bene. Potete andare.”
“Ne sei sicuro?” mi chiede Gao.
Annuisco e, facendo sparire il biscotto, replico:
“Il tempo di sistemarmi i capelli e vi raggiungo.” mi accorgo che vorrebbero controbattere e quindi li esorto:
“Forza, andate! Non fatemelo ripetere!” così fanno, sebbene titubanti e, una volta solo, torno a sdraiarmi sulla panca, portandomi il mio bey davanti agli occhi.
“Sei stata brava.” sussurro, rivolgendomi alla mia Tigre “… E domani conquisteremo il mondiale.” brilla ed io sorrido.
Lascio cadere il braccio sopra la mia testa, ripensando allo scontro appena terminato ma poi, ricordandomi che non sarà Takao il mio sfidante di domani e che Kai non ci metterà molto a chiudere il proprio incontro, mi alzo, correndo verso l’ingresso del palcoscenico nella speranza di vederne almeno la fine. Così è e, grazie ai maxischermi posti ad ogni angolo, riesco a vedere anche quanto sta accadendo, ovvero il russo che colpisce il proprio avversario con delle piume infuocate, per poi avvolgerlo completamente fra le fiamme fino a fermarne la rotazione.
Lasciandomi ancora una volta incantato di fronte alla sua bravura.
“Il vincitore è Kai!” esclama il commentatore, facendomi trasalire “… La squadra russa si aggiudica la seconda semifinale e si scontrerà domani con i White Tigers.” stringo una mano a pugno.
Ma non mi farò battere. Non ora che sono ad un passo dal mio obiettivo.
“Vinceremo.” sussurro più deciso che mai a mantenere fede a questa parola.
Torno verso lo spogliatoio, sfasciandomi i capelli per cercare di capire quanta benda è rimasta intatta da poter riutilizzare.
“Ha vinto la Neo Borg.” mi mette al corrente la mia squadra, non appena entra.
“Lo so.” replico “… Ho visto la fine dello scontro di Kai.”
“Possono essere forti quanto vogliono.” replica Mao, venendomi vicino per prendermi le bende di mano ed iniziare a sistemarmi i capelli “… Noi li batteremo.” sorrido, essendo più che d’accordo con lei e lasciando che sia lei a bendarmi i capelli fino dove può, all’incirca a metà sedere “… In albergo potrai finire di metterli in ordine.”
“Ti ringrazio.”
“Allora, andiamo?” propone Lai.
Siamo tutti d’accordo sebbene, dopo cena, io lasci l’hotel con la scusa di aver bisogno di fare quattro passi per conto mio e, una volta trovato un posto isolato, mi siedo, assumendo la mia solita posa di meditazione per estraniarmi da tutto e da tutti, preparandomi per il match di domani.
Vincerò.
A qualunque costo.

 

**Kai**
“Dove vai?” mi domanda Yuri, non appena si accorge che ho intenzione di lasciare la camera.
“Non sono affari tuoi.” rispondo.
“Domani abbiamo la finale.” mi fa notare, come se non lo sapessi.
“Lascialo perdere, Yuri.” si intromette Boris, dicendo per una volta qualcosa di giusto “… Lo sai che farà comunque quello che vuole.” appunto.
“Non importa quello che fa!” riprende con tono canzonatorio, facendomi rimangiare quanto appena pensato “… In fondo… È grazie a lui se…”
“Non ricominciare!” lo zittisce il rosso, tirandogli addosso un cuscino “… Non è il momento.”
“Yuri!” non mi soffermo oltre, uscendo sia dalla camera che dall’albergo andando in cerca di un posto sufficientemente tranquillo per lanciare Dranzer e scaldarmi in previsione dell’incontro di domani. Lo trovo in un parco e, ripensando allo scontro fra Takao e Rei di oggi, mi metto all’opera, dovendo mio malgrado ammettere che, più che lo scambio di colpi fra i due, ciò che è rimasto maggiormente impresso nella mia mente è l’assenza dello sguardo di Rei su di me.
Non una volta ha alzato gli occhi a cercarmi.
E nemmeno è venuto assistere alla mia semifinale.
Frustrato, spingo Dranzer ad attaccare con maggiore forza, spaccando a metà il tronco di un albero a causa dell’impatto.
Dannato…
“È pericoloso allenarti così qui.” mi volto verso chi ha parlato, stupendomi di vedere l’oggetto dei miei pensieri fermo a qualche metro da me “… Potrebbero esserci dei bambini.”
“È tardi.” ribatto, acido, richiamando comunque il mio bey “… Chi vuoi che ci sia?” a parte lui, ovvio!
Faccio per andarmene, venendo fermato da lui:
“Aspetta.” ed io, stupidamente, lo accontento.
“Non volevo interrompere il tuo allenamento, scusa.” lo guardo, vedendolo avvicinarsi “… Stavo solo passando di qua per tornare in albergo. Non ho intenzione di spiarti, tranquillo.” spiarmi?
Questa sì che è bella!
“Non ho mai pensato che tu potessi spiarmi.” replico nel medesimo modo di prima.
È tutto il torneo che non mi degna di uno sguardo, figuriamoci se si mette a spiarmi ora!
Accenna ad un sorriso e, passandomi accanto, mormora:
“Ci vediamo domani.” non rispondo, cosa che non riesco proprio a fare quando aggiunge in un sussurro:
“Mi dispiace che la finale sia fra noi.”
“Cosa vorresti insinuare?” chiedo in un sibilo.
Che non sono all’altezza di Takao?
Che non sono alla sua altezza?
Che per lui ora non valgo niente?
“Quello che ho detto.”
“Rei!” esclamo.
Non dirai sul serio, mi auguro!
È per questo che hai smesso di guardarmi?
“Rei!” lo chiamo ancora, dal momento che mi ignora.
È per questo che non volgi più i tuoi occhi su di me?
Evita ancora di voltarsi e quindi ci riprovo:
“Rei!” ottenendo solo il suo allontanarsi, come se per lui non contassi nulla.
E pensi sul serio che mi vada bene? Che resterò fermo qui, senza fare nulla?
Gli corro dietro.
Sei un illuso.
Lo afferro per un braccio, strattonandolo verso di me affinchè si volti ed esplodendo completamente:
“Maledizione, guardami!” gli passo il braccio libero intorno alle sua spalle, tirandolo a me e baciandolo con decisione.
Non ti permetterò di fuggire da me! Non di nuovo! Mai e poi mai!
Capisco immediatamente quando si rende conto di quanto sta avvenendo, dal momento che il suo corpo si irrigidisce, diventando un fascio di nervi. Eppure, basta che gli sfiori le labbra con la punta della lingua affinchè si riprenda e, dimenandosi, mi costringe a lasciare la presa.
“Sei impazzito?!” esclama, tirandomi un pugno talmente forte da farmi finire a terra. Lo guardo, ora finalmente coi suoi occhi veramente su di me mentre, rosso in volto, aggiunge:
“Non azzardarti a farlo un’altra volta!” per poi scappare via in preda all’imbarazzo.
Ma non mi importa.
Non vuole darmi i suoi occhi come blader? Bene, allora me li darà come qualcos’altro.
E, se questo è l’unico modo… Così sia.

 

Continua…

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