Capitolo X


**Kai**
“Una vera dimostrazione di forza.” commenta Sergej, seguito a ruota da Boris che, appoggiandosi svogliatamente alla ringhiera, si lamenta:
“Perchè io non ho potuto farlo, ieri?”
“Lo sai benissimo perchè.” gli risponde Yuri, per poi rivolgersi a me:
“Che ne pensi?”
“Niente.”
“Niente?” mi fa eco.
Sì, niente.
Rei non è sceso in campo, quindi, non avendolo visto all’opera, non c’è niente a cui possa pensare.
“Nei sei sicuro?” ci riprova “… Eppure mi sembrano migliorati parecchio, dall’ultima volta.”
Questo è indubbio.
Max li ha presi sottogamba ed è stato ampiamente punito per ciò.
Però…
“La cosa non mi interessa.” non sarà con Mao o Lai che mi scontrerò, se mai dovessero riuscire a battere la squadra di Takao e giungere quindi in finale.
“Lascia perdere, Yuri.” si intromette Boris “… Lo sai com’è fatto, no?” e con questo? Non vorrà ricominciare pure lui, mi auguro!
Invece pare proprio di sì, visto che continua allegramente, con aria di chi la sa lunga:
“Non c’è niente che possa preoccuparlo, non dopo aver battuto Takao allo scorso mondiale!” sospiro interiormente, imponendomi di ignorarlo mentre ripete la solita tiritera:
“In fondo… È grazie a lui se abbiamo ottenuto la vittoria e conquistato il mondiale! Lui può tutto! Lui è Kai!”
“Piantala!” lo riprende Yuri, dandogli uno schiaffo dietro la testa e causandogli un verso di dolore “… Lo sappiamo tutti che ti sei aggiudicato tu l’altro match.”
“Yuri!” ribatte invece il diretto interessato “… Mi hai fatto male!” non a sufficienza, evidentemente.
“Sottovalutali ed anche tu farai la stessa fine della squadra di Max.” affermo.
“Io non sto sottovalutando proprio nessuno!” si difende.
Meglio così, allora.
Osserviamo anche il secondo ed il terzo match dei cinesi che, sostanzialmente, consistono in una replica di quello appena disputato, fatta eccezione che questa volta anche Lai resta in panchina, in favore di Gao. Comunque sia, il risultato non cambia: il girone A è stato vinto da loro, esattamente come mi aspettavo.
Ora tocca a Takao aggiudicarsi un posto agli ottavi ma, anche per lui, non prevedo grosse difficoltà.
Proprio per questo e ben sapendo che non mostrerà in questa fase del torneo la sua vera forza, mi permetto di far vagare lo sguardo sulle tribune, in attesa della comparsa di una squadra che tarda ad arrivare. E che non arriva proprio, visto che anche gli scontri dei gironi C e D volgono al termine senza che si siano fatti vedere.
E la cosa non mi piace. Così come non mi piace che non si faccia vedere il giorno successivo, durante le partite dei gironi E, di cui facciamo parte, F, G e H.
Insomma, a cosa diavolo sta pensando?
Crede sul serio che non sia alla sua altezza e che quindi non ha senso venire a guardarmi?
Beh, si sbaglia. E glielo dimostrerò.
Riavrò il suo sguardo, costi quel che costi.

 

“Dobbiamo scegliere chi disputerà gli incontri di oggi.” esordisce Yuri, durante colazione “… I nostri avversari non dovrebbero rivelare sorprese, quindi…”
“Non ho bisogno di riposare.” affermo, immaginando dove voglia andare a parare.
Nè di nascondermi. Al contrario.
“In effetti Kai mi sembra piuttosto carico…” commenta Sergej “… E, visto come stanno le cose, non dovremmo incappare in ostacoli se non durante la semifinale, contro gli americani.” cosa che non accadrà nemmeno lì. Se c’è una cosa che ho imparato molto bene in questi due ultimi mondiali, purtroppo, è che il livello di abilità mio e di Takao è tutta un’altra cosa rispetto a quello degli altri.
“Quindi anche quest’anno si prospetterà il solito mondiale.” ribatte Boris, al quale sono costretto far notare:
“Non è detto.” fin quando qualcuno non scoprirà le sue carte, c’è ancora un’incognita in questo campionato.
“Lo sapremo solo in finale.” sintetizza il rosso per poi tornare al punto principale del suo discorso:
“Vorrà dire, Boris, che oggi sarà il tuo ultimo incontro.”
“Cosa?!” esclama il diretto interessato “… Di già?!”
“Sappiamo già che Kai non se ne starà in panchina e nemmeno io ho intenzione di farlo.” quindi anche lui ipotizza che l’esito del mondiale, questa volta, potrebbe essere diverso…
“Uffa, e va bene!” esclama, borbottando poi qualcosa sottovoce che non mi curo di comprendere.
“Non lamentarti.” lo riprende invece il capitano, senza successo.
Terminata la colazione, finiamo di prepararci, così da dirigerci al palazzetto in tempo per vedere il primo scontro degli ottavi, dove il primo a scendere in campo risulta essere Gao.
Quindi nemmeno oggi giocherà?
Incrocio le braccia al petto.
Eppure non è da lui nascondersi.
Così come non è da lui non vagare con lo sguardo sulle tribune in cerca della mia presenza.
Davvero non gli interessa più? Oppure mi ha già visto, senza che me ne accorgessi? No, impossibile. Dalla porta da cui sono entrati, non ne avrebbe avuto modo.
Stringo un po’ di più il mio braccio.
Maledetto… Alza lo sguardo e cercami!
Il primo incontro finisce con la vittoria del cinese e, mentre Lai si avvicina alla zona di gioco, Rei invece porge al primo qualcosa da mangiare, sorridendo. Ed evitando di alzare lo sguardo.
Anche il secondo match se lo aggiudicano i White Tigers e, visto che la situazione non cambia, lascio le tribune, dirigendomi verso la zona degli spogliatoi, per niente intenzionato a farlo scappare. Lì, infatti, riesco a vederlo mentre cammina spensieratamente insieme alla sua squadra, con Mao che si lamenta con Gao che le sta facendo venire la nausea vederlo mangiare ad ogni ora del giorno e, dal momento che si stanno dirigendo involontariamente verso la mia direzione, proseguo anch’io il mio cammino.
Se davvero mi sta evitando, allora che abbia il coraggio di dimostrarmelo!
È Lai il primo ad accorgersi della mia presenza che, smettendo di ridere, si blocca, facendo fare lo stesso anche al resto del gruppo, che si accorge di me solo quando si voltano per seguire la direzione del suo sguardo. Pure Rei smette di sorridere, sbarrando un poco gli occhi ed io continuo ad avanzare, fermandomi solo una volta di fronte a lui.
“Noi…” mormora il suo migliore amico, probabilmente intuendo che non conviene loro intromettersi “… Ti aspettiamo più avanti.” li guarda, annuendo e replicando tranquillamente:
“Arrivo subito.” definiamo il concetto di subito.
Comunque sia, lascia loro il tempo di allontanarsi, prima di riprendere:
“Ho saputo l’altro giorno della tua vittoria dello scorso anno.” sorride, forse non accorgendosi di quanto questa sua affermazione abbia il potere di infastidirmi “… Congratulazioni.” congratulazioni un corno!
“Non lo sapevi?” scuote la testa in cenno di diniego, giustificandosi, senza cambiare espressione:
“Il nostro villaggio si è aperto rispetto al passato, è vero.” ridacchia fra sè e sè “… Ma credo che per la tecnologia ci voglia ancora un po’ di tempo!” e con ciò?
“Avresti dovuto saperlo ugualmente.” ribatto, cogliendolo di sorpresa.
Ho lottato tanto affinchè ciò accadesse ed ora lui… Lui..!
“Mi dispiace, Kai.” ci prova ugualmente, tornando con le labbra leggermente increspate verso l’alto “… Ma in questo periodo ho avuto bisogno del tempo per me e sapere ciò che accadeva nel mondo esterno è stato il mio ultimo pensiero.” si riavvia e, superandomi, conclude:
“Ora scusami, ma la mia squadra mi sta aspettando.” e pensa che questa sia una spiegazione sufficiente per me?!
“Rei!” esclamo, infatti, voltandomi e facendolo fermare.
Mi guarda da sopra una spalla ed io affermo:
“Sappi che, se perderai contro Takao, dovrai vedertela ugualmente con me!” non gli permetterò di scappare, per nessuna ragione al mondo!
“Curioso, Kai…” mormora, abbassando per un breve istante i propri occhi per poi riportarli nei miei e chiedere seriamente:
“Cosa ti fa credere che perderò?” niente, in effetti. Ma non gli permetterò di mettermi da parte e di fare come se non esistessi! “… Ci vediamo in finale.”

 

**Rei**
Raggiungo la mia squadra e, una volta di fronte a loro, è Mao ad informarsi, senza nascondere la preoccupazione che l’attanaglia:
“Stai bene, Rei?”
“Sì.” cerco di tranquillizzarla “… Possiamo andare.” e, a conferma delle mie parole, mi dirigo per primo verso il bus che ci riporterà in albergo, cercando un posto un po’ in disparte per chiudere gli occhi. Per fortuna, sembrano capire il mio bisogno di essere lasciato solo e quindi possiamo fare ritorno senza che mi chiedano ulteriori spiegazioni.
Se perderai…
Stringo una mano a pugno.
No, che non perderò.
Giungeremo in finale ed allora ti farò vedere chi è il più forte.
Ti batterò e smetterò di far sì che tu volga lo sguardo solo su Takao.

 

Continua…

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