Capitolo VII


** Kai **
Continuo con i miei esercizi, venendo interrotto da Yuri che, entrando in palestra, mi informa:
“C’è una videochiamata per te da parte del Presidente.”
“Che cosa vuole?” domando, non essendo dell’umore per sentire stupidaggini.
“Parlare con te.”
“E non può lasciare detto a te?” sono impegnato! Ho un titolo da difendere, io.
“Se chiede espressamente di te…” replica il rosso, dando per scontato che la risposta sia ovvia. Sospiro e, ben sapendo che non sarò lasciato in pace fino a quando non mi avrà parlato, recupero una salvietta, asciugandomi il sudore dal viso ed andando nella stanza dove c’è il computer che, collegato ad un maxi schermo, mi permette di vedere il mio interlocutore.
“Ciao, Kai.” mi saluta, intanto che Boris e Sergej si fanno da parte per lasciarmi spazio “… Come stai?”
“Qual è il problema?” chiedo, ben sapendo che non è certo questo il motivo per cui ha chiamato. Si mette a ridere, probabilmente non aspettandosi niente di diverso, sebbene continui a farmi perdere tempo, informandomi:
“Ho una notizia che potrebbe interessarti.” bene. E sarebbe?
“Presidente.” lo interrompe Takao, facendo la sua comparsa “… Per favore, lasciate che sia a dirglielo.” cosa?
“Come vuoi, Takao.”
“È successo qualcosa?” domando di nuovo, vedendo l’espressione seria dell’ultimo arrivato.
Qualcosa del tipo che si è infortunato e non è ancora tornato in forma al 100%, quindi la sua partecipazione ai mondiali non è sicura? Perchè, se è così, a questo punto non è nemmeno necessaria la mia presenza, visto che non voglio riconfermare il titolo contro uno che non è al meglio di sè.
“Si tratta di Rei.” risponde, invece, riuscendo incredibilmente a darmi un motivo per cui ascoltarlo veramente “… È tornato.” sul serio? “… Ha vinto il torneo di qualificazione insieme agli altri White Tigers.” la cosa non mi sorprende.
“Hai delle immagini?” chiedo, sedendomi, già pronto a studiare i suoi più che certi miglioramenti.
“Presidente?”
“Non molte, a dire il vero.” mi informa l’ultimo chiamato in causa e, mentre le loro figure sullo schermo vengono sostituite dal beyblade di Rei che scaglia fuori dal ring quello di un avversario, continua:
“Sono stati bravi, non hanno evocato una volta i loro bit power.”
“E lo scontro con Lai?” insisto palesando il mio scetticismo a riguardo.
Posso dire con certezza che la finale si sia svolta fra loro due e non credo proprio che si siano semplicemente divertiti ed abbiano preso quello scontro come se fosse un incontro di routine.
“Non si è mai disputato.” replica, invece, mentre l’unica cosa che cambia della scena sul monitor che continua a ripetersi sono i beyblade protagonisti “… Una volta che Rei, Mao, Gao e Lai si sono conquistati il proprio posto nella semifinale, Mao e Gao si sono arresi senza scendere in campo e così ha fatto Lai durante la finale.”
“Quindi ha vinto per abbandono?” riassume il tutto Yuri, facendomi aggrottare le sopracciglia.
“Infatti.” o almeno… Così parrebbe.
Osservo con più attenzione le immagini di fronte a me, rendendomi conto immediatamente che il mio ricordo del beyblade di Rei è piuttosto differente, rispetto a quello che mi sta venendo presentato.
È strano. Molto strano.
Quei quattro hanno in mente qualcosa, ne sono certo!
Assottiglio gli occhi.
Rei in particolare. Sparisce per tre anni e poi come se nulla fosse riconquista il titolo di blader più forte della Cina? Rimanendo impassibile di fronte ai suoi compagni che gli regalano il titolo senza combattere? No, non ci credo.
Infatti mi alzo e, non essendoci altro da vedere, torno ai miei allenamenti, più che deciso a migliorarmi ancora e non permettere a nessuno, *nessuno!*, di portarmi via il titolo che ho faticato tanto ad ottenere.
“Ti vedo carico.” commenta Yuri, affacciandosi alla palestra ed evitando un pezzo di ferro scaraventato nella sua direzione da Dranzer “… La notizia del Presidente ha sortito il suo effetto.”
“E sarebbe?” chiedo, senza richiamare il mio bey.
“Dimmelo tu!” risponde, avvicinandosi di qualche passo per attirare la mia attenzione “… Il nostro peregrinare è finito?” lo guardo, ribattendo:
“Cosa stai dicendo?”
“Dovresti saperlo. Ora che sembra essere tornato…”
“Ho un rivale in più a cui pensare.” concludo al suo posto, interrompendolo “… Per cui…” torno da Dranzer, terminando:
“Non voglio essere disturbato.” non mentre mi alleno.
Sospira, facendomi notare:
“Non era questo che volevo dire.” lo so. Ma non voglio ascoltare le sue illazioni una volta di più.
Comunque sia, non insiste e, lasciandomi solo, termina:
“Cerca solo di non esagerare.” non rispondo, non essendocene bisogno, preferendo concentrarmi sul mio nuovo attacco.
Ora che Rei è tornato, ho un motivo in più per cui dover vincere.
Non riesco a reprimere un sorriso.
Finalmente, forse parteciperò di nuovo ad un mondiale in grado di riservare ancora qualche sorpresa.

 

**Rei**
Sbadiglio sonoramente, rannicchiandomi maggiormente sul sedile dell’aereo alla ricerca di una posizione che, spero, mi permetterà di appisolarmi anche solo per qualche minuto.
“Fra non molto passeranno con la colazione.” mi informa invece Lai “… Dovresti sederti come si deve.” hn-hn…
“Quando passeranno.” biascico.
Ora ho solo voglia di dormire…
“Non manca molto al nostro arrivo in Italia.” ci riprova.
“Non importa…” per colpa di questi sedili decisamente scomodi, non ho praticamente chiuso occhio.
Ma perchè non abbiamo preso un altro volo, magari con un aereo decente? Voglio dormire…
“Avanti, Rei!” ci prova Kiki, parlando spuntando dal sedile dietro di me “… Come puoi dormire in un momento come questo?” semplicemente chiudendo gli occhi.
“Lascialo stare, Kiki.” lo riprende immediatamente Mao, alla quale viene risposto:
“Ma i mondiali cominceranno fra poche ore!”
“E con questo? Tanto lui non scenderà in campo prima della finale, lo sai.” come?
Alzo una palpebra, in attesa di spiegazioni.
Non mi vengono date e quindi devo fare del mio meglio per mettermi seduto come si deve e, stropicciandomi gli occhi nel tentativo di svegliarmi, domandare:
“Che significa?”
“Ve l’avevo detto, io, che non l’avrebbe presa bene.” commenta il più basso, rimettendosi al suo posto.
Non ho detto questo. Ho solo chiesto che significa.
Infatti guardo la coppia di fratelli al mio fianco che, a loro volta, si scambiano uno sguardo d’intesa prima fra di loro e poi anche con Gao, sulla fila posteriore.
“Te ne avremmo parlato una volta giunti a destinazione, prima dell’inizio della cerimonia di apertura…” comincia la ragazza, per poi lasciare la parola a Lai che, a differenza di lei, mi conferma senza tanti giri di parole:
“Non abbiamo intenzione di lasciarti disputare incontri, a meno che non si tratti della finale. E, no. Non hai voce in capitolo.”
“Tu hai fatto tanto per noi, Rei!” prosegue Mao, impedendomi di aprir bocca “… Ora permettici di sdebitarci! Vogliamo portarti in finale!”
“Ma…” io non ho fatto nulla per cui loro debbano sdebitarsi… Piuttosto, sono io quello che…
“Niente ma.” mi zittisce chi mi sta accanto “… Ormai abbiamo deciso, non ci farai cambiare idea.” già… Ed i loro sguardi parlano chiaro…
“Fidati di noi, Rei!” ci riprova la sorella, strappandomi un sorriso “… Non ti deluderemo, vedrai!” è ovvio che mi fido di loro e non potrebbero mai deludermi, a prescindere da come vadano le cose.
E, di fronte a ciò, sospiro divertito, prima di tornare ad accoccolarmi sul sedile nel tentativo di dormire, limitandomi a commentare:
“Beh, non mi sembra di avere scelta.”
“Puoi dirlo forte!” afferma Gao “… Ti legheremo alla panchina se sarà necessario.” non ce ne sarà bisogno.
“Questo è un ammutinamento bello e buono.” si mettono tutti a ridere, lasciando che sia Lai a proseguire:
“Ci dispiace, capitano. Ma questa è la scelta della tua squadra.” non è solo mia, è nostra.
Beh, che dire?
“Mi affido a voi, allora.” smetto di sorridere, a causa di uno sbadiglio “… Svegliatemi quando stiamo per arrivare.” e poi chiudo gli occhi, sperando di riuscire ad entrare nel mondo dei sogni.

 

“Rei, ci siamo” mi chiama Lai, scuotendomi piano per un braccio “… Stiamo cominciando la fase d’atterraggio.” mi sforzo di aprire gli occhi, mormorando:
“E la colazione?” non dovevano passare?
“Per una volta che sembrava stessi dormendo veramente…” mi spiega “… Abbiamo pensato di lasciarti riposare. Prenderemo qualcosa una volta a terra.” mi stiracchio verso l’alto, intanto che Gao aggiunge:
“Dicono che il cibo italiano sia ottimo!” lo è.
Sbadiglio ma non ribatto e, una volta arrivati ed effettuato le operazioni di sbarco, compreso il recupero delle nostre valigie, abbiamo giusto il tempo di prendere un sacchetto di brioches al volo, prima di venire raggiunti da un rappresentante della BBA che ci invita a seguirlo, così che ci possa portare all’albergo in cui alloggeremo.
Non abbiamo nulla da obiettare e, dopo esserci separati da Kiki e saliti sul pullman, insieme ad altre tre squadre arrivate più o meno al nostro stesso orario, un’altra signora ci distribuisce un foglio con il programma del mondiale, mentre io, invece, cerco di trovare una posizione sufficientemente comoda per poter dormire.
“Saremo in 32 squadre totali.” sento bisbigliare Mao agli altri, probabilmente per non disturbarmi “… Come c’era da aspettarsi, Takao, Kai e Max si sono qualificati.” trascorre un attimo di silenzio, prima che aggiunga:
“Non vedo la BEGA, però…”
“Si sono ritirati l’anno scorso, non lo sapevate?” si intromette uno dei ragazzi sul mezzo.
No…
Evidentemente le cose sono cambiare, nel corso di questi ultimi tre anni…
“Poco importa chi sono i nostri avversari.” risponde Lai, leggendomi nel pensiero “… La vittoria sarà comunque nostra.” appunto.
“Non ne sarei così sicuro, se fossi in voi.” ribatte il loro interlocutore, ridacchiando e pregustando già la nostra eliminazione “… Siete nuovi, vero? Altrimenti non parlereste così, se sapeste chi avete di fronte!”
“Ragazzi…” mormoro alla mia squadra, affinchè non ceda a queste provocazioni di bassa lega.
Tuttavia pare che il mio intervento non fosse necessario, visto gli viene risposto:
“Non ce n’è bisogno, saranno i nostri bey a parlare.” appunto.
E, appurando che non sembra esserci altro, cedo completamente alla stanchezza.

 

“Rei, forza.” mi chiama, questa volta Mao “… Siamo arrivati. Dobbiamo sbrigarci, se non vogliamo fare tardi!” sospiro, sforzandomi di aprire gli occhi.
“Tardi a cosa?”
“Come a cosa?!” mi riprende con quel suo classico fare materno “… Alla cerimonia d’apertura, no? Siamo arrivati in albergo, abbiamo tempo mezz’ora per darci una sistemata e ripartire!” sospiro, staccandomi dal finestrino che stavo utilizzando come sostegno per la testa “… Muoviti, gli altri ci stanno precedendo!” annuisco, facendo come desidera e seguendoli in albergo, dove ci pensano loro a prendere le chiavi delle nostre stanze, poste una di fronte all’altra: una per Mao ed una per me, Lai e Gao.
“Mi raccomando!” ci riprende l’unica ragazza, aprendo la porta della sua camera “… Vi voglio puntuali! Non costringetemi a venirvi a chiamare!”
“Lo saremo.” le risponde il fratello, sospingendomi all’interno della nostra mentre Gao, invece, commenta:
“La vedo bella carica.”
“È normale.” replica “… Sono tre anni che attendiamo questo momento.” sì, ed io è quasi un giorno che sto attendendo questo.
Mi butto sul letto, affondando il viso nel cuscino.
Finalmente un posto comodo per dormire…
“Rei, dobbiamo prepararci.” mi fa notare il mio migliore amico.
“Solo dieci minuti…” se vogliono che riesca a partecipare alla cerimonia d’apertura, ho bisogno di dormire come si deve…
Anche se solo…
Per…
Dieci…
Min…

 

“Siete in ritardo!” ci riprende Mao, come la raggiungiamo nella hall “… Non vi avevo forse detto che vi volevo puntuali?”
“Mi dispiace, è colpa mia.” ci giustifico, per poi spiegarle con un sorriso:
“Sai… Fare la doccia con i miei capelli…”
“Ripetilo dopo che ti sarai guardato allo specchio.” mi zittisce, incrociando le braccia al petto, non bevendo affatto la mia scusa “… Forza, muoviamoci! Il bus ci attende!” e, senza lasciarci il tempo di ribattere, si avvia verso l’uscita dell’hotel.
“Te l’avevo detto di pettinarti, almeno!” mi prende in giro Lai, per poi posarmi una mano sulla spalla e spronarmi:
“Forza, andiamo! I mondiali ci aspettano!”

 

Continua…

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