Capitolo II


 “Non sarà facile.” commenta il Maestro Tao, una volta arrivati al luogo che lui ha deciso essere quello in cui inizieremo col nostro primo allenamento “… La forza non vi basterà, dovete affinare anche i sensi: la sola forza non sarà abbastanza se non temprate anche il vostro spirito e la vostra mente.” annuisco, affermando senza il minimo dubbio:
“Ce la faremo!” diventeremo i migliori!
Sorride come al suo solito e, piegando la testa di lato, commenta:
“Beh.. Questo dovrebbe essere lo spirito giusto. Iniziamo!”
“Diteci quello che dobbiamo fare e lo faremo!” esclama Lai, facendo un passo avanti.
“Per prima cosa.. Rilassatevi.” ne resto sorpreso.
“Rilassarci?” gli faccio eco, sperando di non aver capito bene.
“Esatto. Rilassatevi.”
“Ma.. Servirà?” chiede Kiki, dando voce anche ai miei pensieri.
Rilassarmi non mi permetterà certo di battere Kai!
Invece, a quanto pare, sembra essere il contrario visto che il Maestro, sdraiandosi sull’erba, chiude gli occhi, commentando:
“Riuscite forse a capire quando il vento sta per alzarsi? Quando la sua direzione sta per cambiare? Riuscite a capire quando è in arrivo un temporale senza aver visto prima le nubi all’orizzonte? O che un uccellino sta per posarsi sul ramo posto proprio alla vostra destra?”
“No.” risponde Mao, perplessa.
“Ecco. Allora, rilassatevi.” percepisco immediatamente gli sguardi della mia squadra su di me, chiedendomi con essi quello che devono fare ed io annuisco, mettendomi seduto sull’erba e lasciandomi ricadere all’indietro con gli occhi chiusi per dare l’esempio.
Avverto anche loro fare lo stesso ed io piego le braccia dietro la testa, alzando le palpebre per osservare il cielo.
Dubito fortemente che questo tipo di allenamento possa servire ma non posso mettermi subito contro il Maesto. Non dopo avergli chiesto di allenarci.
Ma… Come farò a diventare più forte se passo tutto il tempo sdraiato sotto un albero?
Torno con gli occhi chiusi.
No, devo fare altro.
Trovare una nuova tecnica, un nuovo attacco. Un attacco talmente potente che nessuno sarà in grado di fermare.
Infatti aspetto che il Maestro ci dica che per oggi può bastare e, nonostante la perplessità del resto del gruppo, mi alzo e mi incammino, senza dirigermi verso il villaggio come stavano facendo loro.
“Dove stai andando?” mi chiede Lai.
“Ad allenarmi.” rispondo.
“Ma il Maestro ha detto che…”
“Lo so cos’ ha detto.” lo interrompo “… Ma non mi è sufficiente aspettare il vento.” non mi basta.
Voglio diventare forte.
Arrivo ad uno spiazzo che secondo me può andare e, dopo aver preso Driger dalla tasca dei miei calzoni, lo aggancio al dispositivo, prendendo un respiro molto profondo prima di lanciarlo con tutta la potenza che ho in corpo.
Subito va a posizionarsi sul terreno, in attesa di ordini.
“Avanti, Driger.” sibilo a denti stretti “… Fammi vedere ancora una volta il tuo Artiglio di Tigre.” fa come gli ho detto e, avendo l’ennesima prova che non è abbastanza, lo incito a metterci più forza e ad essere più veloce.
“Rei.” mi volto nel sentire la voce di Mao e trovandomi di fronte tutti i membri del White Tigers.
“Cosa c’è?” chiedo, senza richiamare il mio bey.
Mi sorride, replicando:
“Niente! Semplicemente ci domandavamo se potevamo allenarci con te!”
“Certo che sì.” si avvicinano e, dopo aver lanciato anche loro i propri beyblade, improvvisiamo uno scontro tutti contro tutti, durante il quale faccio notare loro difetti e lati deboli, appuntandomi mentalmente anche i miei.
No, così non va!
Siamo troppo scarsi!
Richiamo a me Driger e, celando la mia frustrazione per la nostra condizione, affermo:
“Per oggi basta così.” immediatamente si lasciano ricadere a terra per riprendere fiato e, lasciandoli soli, aggiungo:
“Ci vediamo domani.” poi mi inoltro nella foresta, fino a trovare un punto in cui le radici degli alberi sporgono appena dal terreno, rendendolo dissestato.
Bene, vediamo di aumentare la sua stabilità.
Lancio di nuovo il mio compagno di scontri e, vedendo la sua più che evidente instabilità, lo incito ad impegnarsi di più.
Deve essere perfetto anche su un campo di gioco simile.
Purtroppo ottengo risultati alquanto deludenti e quindi, stremato e deluso da me stesso, vado a dormire, svegliandomi all’alba per poter aver il tempo necessario per dedicarmi agli esercizi di potenziamento del fisico ed utilizzare il tempo in cui il Maestro Tao vuole che ci rilassiamo per pensare ad un nuovo attacco più efficace dei precedenti. Forse potrei cambiare anche qualche componente di Driger o aggiungerne uno nuovo.
Non appena ci congeda, non ho bisogno di dire nulla alla mia squadra, dal momento che ci pensano da soli a venire con me per poterci scontrare, questa volta dividendoci in due gruppi: io e Lai contro gli altri tre. Non mi sorprendo nel constatare personalmente l’ottima sintonia che ho col mio migliore amico ma mi rendo anche conto che ciò non basta e che anche i suoi attacchi sono piuttosto prevedibili, così come quelli degli altri.
“Ci servono delle nuove strategie.” dichiaro, senza richiamare a me Driger ma smettendo di partecipare all’incontro “… Le nostre ormai sono fin troppo conosciute.” è naturale che i nostri avversari non si sorprendano.
Annuiscono e, per fortuna, si mettono subito all’opera, sebbene i risultati non siano quelli da me sperati.
Anzi, io in primis non vedo nessun miglioramento nel mio Driger.
Proprio per questo, dopo diversi giorni in cui proseguiamo con questo ritmo, li avviso, mentre recuperano un po’ di energie dall’ultimo scontro appena avvenuto:
“Da domani ci alleneremo anche all’alba.”
“Cosa?!” mi guardano sorpresi, per quanto la mancanza di forze consenta loro e quindi, stringendo maggiormente il mio bey, spiego:
“Siamo troppo deboli e gli allenamenti dei Maestro da soli non stanno portando nessun miglioramento. Dobbiamo impegnarci di più.” non ribattono e, andandomene per proseguire da solo con i miei esercizi, termino:
“Passerò a chiamarvi io.” 

“Non vi state concentrando.” commenta il Maestro Tao, durante uno di quei suoi esercizi pomeridiani di rilassamento “… E Gao sta perfino dormendo.”
“Ci scusi, Maestro.” replica Kiki, sbadigliando “… Ma siamo stanchi!” non abbastanza, a quanto pare.
“Vi state allenando anche durante il giorno, vero?”
“Sì.” mormora Mao, con un velo di relax nella voce che non mi sfugge e non mi piace.
Dovrebbero pensare a diventare i più forti, non a rilassarsi.
Sono ancora lontano dal livello di Kai e, conoscendolo, lui in questo momento non se ne starà sdraiato al sole a riposarsi.
“Credevo aveste chiesto a me di allenarvi.”
“Infatti è così.” risponde Lai “… Ma…” mi metto seduto, avvertendo chiaramente lo sguardo di tutti su di me e, portando il mio in quello del Maestro, dico:
“Non voglio mancarvi di rispetto, Maestro, ma credo che star qui non sia sufficiente.” anzi.
Ne sono sicuro.
“Sei troppo impaziente, Rei.” impaziente?
“Non sono impaziente.” semplicemente so come stanno le cose.
Tuttavia lui mi ignora, proseguendo:
“Non serve a niente la forza fisica se non si ha la mente per poterla usare.”
“Così come non serve la mente se non si ha la forza.” e, mentre io sto qui ad allenare la mente, la differenza fra me e Kai si farà sempre più evidente.
“Non ti fidi di me, forse?”
“Non è che non mi fidi.” altrimenti non gli avrei mai chiesto di allenarci “… Semplicemente conosco i nostri avversari.” e so che stanno diventando più forti, mentre noi non facciamo che rimanere allo stesso livello.
“Voi non siete i vostri avversari ed avete bisogno di un tipo di allenamento diverso.” infatti!
“Dobbiamo allenarci di più.” mi fissa in silenzio per qualche istante, prima di chiedermi:
“Pensi di sapere qual è la strada giusta?” sì.
Tuttavia non rispondo, limitandomi a sostenere il suo sguardo.
“Cerca solo di non esagerare.” aggiunge, prima di cambiare completamente argomento:
“Per oggi basta così. Andate a dormire, ne avete bisogno.” ci alziamo, chi più allegramente chi meno e, mentre Kiki e Mao cercano di svegliare Gao, il Maestro termina:
“Anche tu, Rei. Non voglio vederti in giro ad allenarti.”
“Come volete.” mormoro ma, una volta giunto a casa, resto sdraiato forse un paio di minuti, prima di riprendere con degli esercizi che posso fare anche al chiuso, sia che riguardano il mio fisico, sia che riguardano il mio bey.
Non voglio mancare di rispetto al Maestro, ma non voglio nemmeno buttare via il mio tempo in questo modo.
Così improvviso un percorso ad ostacoli per Driger che però non riesce a portare a termine nel modo da me sperato e, non appena giunge un orario in cui sono certo che il nostro allenatore non avrà nulla da ridire, vado a radunare i miei compagni di squadra per il solito scontro.
“Avanti!” li incito, vedendo gli attacchi dei loro bey alquanto fiacchi “… Tutto qui quello che sapete fare?” possibile che non siano migliorati nemmeno un po’, in più di due settimane?
Non pretendo che siano già in grado di tener testa ai migliori blader in circolazione ma almeno che sistemino i loro punti deboli!
“Lai, concentrati di più!” i suoi colpi, per quanto potenti, mancano di precisione! Ed anche Mao..! “… Calcola meglio il momento in cui sferrare il tuo attacco!” altrimenti sarà tutto inutile! “… Kiki, non intestardirti su Gao!” lo sa che non è in grado di batterlo puntando sulla potenza!
Annuiscono e, dopo che Lai si asciuga un rivolo di sudore dalla fronte, sprona nuovamente Galuon ad attaccare Driger mentre Kiki invece si ritira, troppo stanco per poter proseguire. Ben presto anche Gao lo imita, seguito a ruota da Mao e da Lai che si lasciano ricadere sdraiati al suolo.
“Non ce la fate già più?” tutta qui la loro resistenza?
“Un attimo solo, Rei.” replica l’unica ragazza, prendendo fiato “… Non siamo macchine.” questo lo so benissimo!
“Ma avanti di questo passo non saremo mai pronti.”
“Ce la faremo, non preoccuparti.” le dà man forte il mio migliore amico, tirandosi a sedere “… Dacci solo del tempo!” tempo?
Non abbiamo tempo!
Non ribatto e, recuperando Driger, mi allontano, spostandomi in una zona in cui poter continuare da solo. Mi sistemo la fascetta che, per via del sudore, mi si è incollata alla fronte e, dopo aver preso un respiro profondo che mi serve per recuperare le energie, lancio nuovamente il mio bey, facendo apparire la mia Tigre Bianca.
“Almeno tu, non deludermi.” lei annuisce, ruggendo sommessamente ed io sorrido.
Sì, su di lei posso sempre contare.
“Vedrai, farò sì che tu venga riconosciuta da tutti come il bit più forte.” nessuno avrà dubbi a riguardo!
Ruggisce con più forza ed io mi metto in posizione, esclamando:
“Riprendiamo!”

 

Continua…

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