12 Centimetri – Capitolo unico


“Muro-chin..” inizio, aprendo una confezione di Pocky al cioccolato fondente, intanto che ci dirigiamo verso casa sua “.. Quant’è un metro e novantuno?”
“Un metro e novantuno?” ripete, facendomi annuire “.. Un po’ meno di te ed un po’ più di me, perchè?”
“Perchè Fuku-chin dice che una degli opposti del club di pallavolo è alta così.”
“Quella che definisce essere perfetta per te?”
“Già.” confermo, spezzando un bastoncino, facendo forza con due dita.
Questo pomeriggio, dopo l’allenamento, non ha fatto altro che parlare della regola secondo la quale la differenza d’altezza ideale per baciarsi è di dodici centimetri, ripetendomi in continuazione che, non essendoci ragazze alte un metro e novantasei, la mia unica speranza era appunto l’opposto del club di pallavolo, di cinque centimetri al di sotto del livello ottimale. Una soluzione più che buona per me, che ho un’altezza che sono in pochi a sfiorare. Solo la centrale dello stesso club è più alta di lei, toccando la punta del metro e novantatrè ma, essendo decisamente più brutta della sua kouhai, l’unica persona con la quale potrebbe vederla accoppiata è il nostro capitano.
Inutile descrivere la reazione del diretto interessato che, invece, preferirebbe l’opposto, decisamente più carina.
Sospiro interiormente.
Come se avessi bisogno di loro per decidere con chi stare.
Prendo un altro dolce, proseguendo:
“Non credo di conoscere nessuno di quell’altezza, quindi mi domandavo quanto fosse.”
“Beh..” mormora, riflettendo qualche istante “.. Sono sei centimetri in più di me, per cui..” si ferma, così da salire sul marciapiede e, guardandomi, informarmi:
“Dev’essere più o meno così.” sorride, proseguendo:
“Ma se vuoi dar retta al discorso di Fukui senpai, allora..” si solleva appena sulle punte, terminando:
“Questa è pressappoco la tua altezza ideale.” studio la situazione, facendo sparire un terzo bastoncino, prima di affidare a lui l’intera confezione e, dopo aver posato le mani sulla sua vita, lo sollevo senza alcuno sforzo, facendolo tornare coi piedi sulla strada, allo stesso livello dei miei.
“Io preferisco così.” asserisco.
E quella regola evidentemente è una regola stupida. Come quella che vieta di prendere la palla prima che raggiunga il punto più alto al momento della palla a due, tanto per intenderci.
Sorride e, riprendendo il cammino, continua:
“Qualche altra domanda?” sì, in effetti sì.
“Ci sono abbastanza snack per questa sera, vero?”
“Ci fermeremo a comprarne alcuni lungo la via, va bene?” annuisco, sfilando un pocky dalla confezione che ancora tiene in mano e dalla quale ne prende uno anche lui.
Sì, perchè questa è una regola importante: avere abbastanza snack da non dover uscire ogni ora e mezza per prenderne altri e poter star così tranquillamente stravaccati sul suo letto. Questa, altro che dodici centimetri!
**Fine**

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